Colazioni consistenti e un po’ di video

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Ritorno dopo un anno, un anno complicato e nefasto, ma non mi lamenterò.
Alla fine tutto è finito bene, e non in catastrofe come ho dovuto pensare in alcune settimane.
Riparto non con una ricetta, ma con un consiglio di colazione, che io ho testato nelle mie varianti di ricerca di salato alla mattina, quando quasi tutti intorno a me invece si adagiano sul dolce dei biscotti, torte, latte, ecc.
La foto parla chiaro: si tratta delle cipolle fritte dell’ikea immerse nella panna fresca da cucina. Capolavoro di sapori.
Fa di sicuro male alla salute, lo so, ma allora non fa bene neanche il gnocco fritto pocciato nel caffelatte (tipica colazione modenese al bar), o la dolce brioche burrosa intinta nel cappuccino. Quel che però devo davvero segnalare, a parte la bontà di tale porcata,  è il male che fa all’interazione sociale. Quei frammenti di cipolla fritti sono sì squisiti, ma una volta mangiati vi negheranno qualsiasi nascere di conversazione con altri esseri umani. Per chi se ne infischia, o non ha appuntamenti nella giornata in cui si gusta questa accoppiata eccellente, sappia che sarà come mangiare la versione salata del latte coi cereali, o di uno yogurt col muesli, ma molto più saporito e appagante.
Però poi puzzerete terribilmente, nessuno vorrà conversare con voi, nemmeno chi vi vuole più bene e di solito accetta tutte le vostre debolezze e imperfezioni. No no no e poi no, in questo caso, ho le prove, li ripugnerete anche solo quando oserete emettere un “ciao” o persino un complimento nei loro confronti.

Alcune delle migliori scene di cibo che ho visto quest’anno:

Da GOIN’SOUTH (1978), di Jack Nicholson, un western che mi è piaciuto molto: la scena dove lo stesso Nicholson mangia/risucchia in pochi secondi una mezza gallina bollita. La sua faccia, i suoni e ciucciamenti e tirate su di naso rendono quel pennuto lesso molto desiderabile.

Da BENNY’S VIDEO (1992), di Michael Haneke: la scena della merenda con la pizza surgelata. I particolari con lui che si preoccupa del fatto che la pizza sia ancora rovente, e quindi la pazienza mostrata nell’aspettare di mangiarla perchè lei non si ustioni, e il chiederle se vuole ancora del latte, e i mimi violenti della metro, sono una botta di pena e destabilizzazione devastante, visto poi il seguito.

Da JOHN AND MARY (1969), di Peter Yates: una colazione post notte brava insieme, basata soprattutto su uno scambio di elucubrazioni mentali. Il personaggio di Hoffman-John, in una New York di fine anni  ’60, parlava già come uno dei nostri maniaci della nutrizione e del cibo degli ultimi anni. Uova biologiche, galline nutrite come si deve, ormoni nella carne del pollame che fanno crescere le tette agli uomini… A tutto ciò noi siamo arrivati molto dopo, e con una modalità e un approccio abbastanza ridicoli.
Questa colazione mi ha illuminato su come mangiare le uova alla coque. Le ho sempre mangiate appoggiate al portauovo, con dell’attesa in mezzo tra uno e l’altro, dato che un uovo non mi basta mai. Qui il caro John mi ha fatto vedere che basta prendere una tazza e versarcelo dentro, senza doverle bollire in successione,  e senza sprecare neanche un rivolo di albume o tuorlo che tracima dal guscio e finisce sul fondo del portauovo raffreddandosi.  Ovvio che da allora me ne faccio tre in una botta e me le gusto senza perdite, e il sale si distribuisce molto meglio.

Da IL BANDITO (1946), di Alberto Lattuada: la scena coi due amici, diventati tali dopo anni da prigionieri di guerra in Germania, che tornano a Torino in un viaggio in treno e poi in camion. Qui sul camion si raccontano le cose semplici che vorrebbero fare appena tornati a casa, e su cui tanto hanno fantasticato durante la guerra: una bistecca alla fiorentina, un fiasco di vino, l’alberello di natale, stare coi propri cari.
Cose normali, belle e genuine, mentre le sentivo pronunciare da loro due, ma che inserite in questo periodo storico, assurdo e isterico, almeno in Italia, mi hanno fatto venire in mente quante critiche potrebbero ricevere se tornassero da una guerra adesso questi due poveri disgraziati. E la bistecca no, perchè è il male e sei una merda se la mangi, e l’albero di natale no, perchè non rispetti gli alberi, e anche se sintetico offende comunque chi non vuole il natale… E mi chiedo: ma tutti quelli che oggi li criticherebbero, hanno mai fatto la guerra? Sono mai stati davvero col loro corpo e la mente in mezzo a una guerra?
Le persone a cui alludo lo so che non ci sono mai state. Sono predicatori e lottatori melliflui e finti, e quel che professano per me è guasto, è un pretesto per un altro fine, è posticcio, è disonesto. Se no starebbero solo zitti. Non dico in tutti i casi, ma in molti, dovrebbero solo starsene zitti.

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Una risposta a “Colazioni consistenti e un po’ di video

  1. MarcoRenzi gennaio 21, 2016 alle 1:31 pm

    L’ha ribloggato su PIGNETTE.

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